Con questo appello la Cgil Piemonte chiede alla Regione Piemonte di intervenire sulla situazione di incertezza e precarietà del soggiorno in cui vivono migliaia di migranti residenti nella nostra Regione.

I dati elaborati dal Dossier Statistico IDOS 2025 dimostrano che il fenomeno dell’immigrazione in Piemonte non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale. Nella nostra regione soggiornano 448.862 stranieri e rappresentano il 10,5% della popolazione piemontese.

Il Piemonte è un contesto di insediamento in cui si registra una presenza diffusa e consolidata degli immigrati, non più solo nelle aree di cosiddetto primo approdo, ma anche nelle zone periferiche.

L’IDOS stima in 204.000 gli occupati stranieri, il 12,36 dell’occupazione complessiva.

Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento delle difficoltà di accesso agli uffici immigrazione delle questure preposti a raccogliere le domande e i documenti che consentono alle persone straniere di vivere regolarmente in Italia:

Tempi lunghissimi di attesa per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, difficoltà di accesso. Attraverso queste prassi diffuse in tutto il territorio regionale, viene impedito alle persone straniere di esercitare i propri diritti, quali l’accesso alla protezione internazionale, al soggiorno regolare, all’iscrizione anagrafica, al lavoro, alle prestazioni sociali e alle cure sanitarie.

I procedimenti di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, in quanto procedimenti amministrativi, sono disciplinati, in termini generali dalla legge n.241/1990 e s.m.i.

Ai sensi del comma 2 dell’articolo 2 della suddetta legge “i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni”; tale termine può essere prorogato fino a 90 giorni ai sensi del comma 4.

La disciplina generale deve essere così coordinata con quanto previsto dal D.lgs. 286/1998(Testo Unico Immigrazione), in particolare all’articolo 5 comma 9, secondo cui “il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro sessanta giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda.

L’ultimo decreto legislativo D.LGS 16 APRILE 2026 n. 83 modifica direttamente il testo unico sull’immigrazione (D.lgs. 286/1998 art.5 commi 8.1 8.2). Per i rinnovi dei permessi il termine viene invece innalzato da 60 a 90 giorni.

Tra gennaio e maggio e 2026, abbiamo condiviso un questionario con le Camere del Lavoro della Cgil Piemonte per rilevare quali fossero i tempi di rilascio e rinnovi dei titoli di soggiorno e le difficoltà di accesso agli uffici immigrazione delle questure.

I dati raccolti

Alla domanda: “In media, dopo quanto tempo dalla richiesta viene rilasciato il permesso di soggiorno nella tua questura di riferimento?, si è rilevato come alcune Questure impieghino tempi superiori ai tre mesi (Asti, Novara) in moltissimi casi oltre i sei mesi (Vercelli, Biella), in altri fino ad un anno (Torino, Alessandria, Cuneo).

Le conseguenze si ripercuotono principalmente nell’acceso ai servizi delle persone migranti, le quali spesso vengono cancellate dall’anagrafe sanitario, perdono la possibilità di rinnovi di contratti lavorativi, vengono cancellate dall’anagrafe della popolazione del comune di residenza, o ancora, si vedono illegittimamente sospendere l’accesso al welfare (ad esempio l’assegno unico universale).

La mancanza di uniformità delle prassi delle differenti questure ancora una volta determina forti situazioni di discriminazione tra i differenti utenti. Nel caso dei rinnovi dei permessi di soggiorno i tempi di attesa vengono influenzati dalla provincia in cui la procedura viene avviata.

Ne consegue che gli utenti di alcune questure si ritrovano ad attendere più di un anno per il singolo rinnovo del permesso di soggiorno, mentre altri ottengono il relativo documento nei termini previsti dalla legge solo perché compiono l’accesso in questure più piccole, come, ad esempio, Verbania Cusio Ossola (3 mesi)

Intendiamo precisare che pur essendo in presenza di una direttiva del Ministero degli Interni sui diritti dello straniero nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno, molte agenzie di lavoro, comuni, aziende sanitarie, ecc. non riconoscono la ricevuta postale come attestazione di avvenuta richiesta di rinnovo.

I diritti sono ben delineati sulla carta, ma sono inesigibili nella realtà!

Peraltro, l'approssimarsi del periodo delle ferie rischia, come in passato, in assenza di un permesso valido, di complicare il viaggio di rientro nei paesi d'origine dato che il tagliando rilasciato dalle poste non consente il transito nei paesi dell'aerea Schengen e può creare possibili complicanze con le autorità di frontiera dei paesi d'origine al momento del rientro.

La situazione rappresentata impone un intervento affinché siano predisposte modalità di azione amministrativa volte alla drastica riduzione dei tempi di attesa -rispettosi di quanto stabilito dalla legge-per l’effettiva consegna dei titoli di soggiorno in rilascio, rinnovo e conversione da un lato, e dall’altro la predisposizione di chiari ed efficaci strumenti volti alla presentazione delle istanze, tanto con kit postale, quanto con Prenota Facile.

Per questo, Signor Presidente, siamo a chiederLe di farsi portavoce presso le sedi istituzionali di competenza, e di fare pressione presso le stesse affinché adottino con urgenza misure adeguate a risolvere la situazione sopra descritta.