La FLC CGIL Piemonte esprime ferma opposizione alla pre-intesa firmata ieri, 19 novembre 2025, tra il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli.

Si tratta di un atto grave, che non risolve alcun problema ma che spezza diritti, divide servizi e aumenta le disparità territoriali.

A distanza di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale, che aveva segnato un forte stop all’attuazione dell’autonomia differenziata, Governo e Regione scelgono di procedere con un’accelerazione che non risponde all’interesse pubblico, ma apre nuove fratture nel sistema dei diritti e dei servizi.

La pre- intesa attribuisce nuove funzioni alla Regione Piemonte in quattro ambiti strategici quali la protezione civile, nuove figure professionali regionali, previdenza complementare e tutela della salute.

Per la FLC CGIL, tale pre-intesa, svuota la dimensione nazionale dei diritti sociali e previdenziali, aprendo la strada a un modello competitivo e diseguale con rischi enormi anche per il sistema nazionale di istruzione.

La FLC CGIL ribadisce che il sistema educativo deve restare unitario, nazionale e garantito, perché solo così può assicurare qualità, inclusione e pari opportunità.

Nel 2024 oltre un milione e trecentomila persone hanno sottoscritto la richiesta di referendum per abrogare la Legge Calderoli.

Quella volontà popolare non è stata cancellata: è stata ignorata. E oggi l’autonomia differenziata viene rilanciata a tappe forzate, nonostante un chiaro dissenso sociale.

La FLC CGIL dice NO e continuerà la mobilitazione, con tutte le forze sociali che hanno a cuore giustizia e solidarietà, per chiedere il ritiro immediato della pre-intesa e il rafforzamento dello stato sociale, non la sua frammentazione regionale.

I diritti non si dividono. L’autonomia differenziata va fermata.