L’iniziativa di Azione Studentesca che invita a schedare i docenti è grave e inaccettabile. Si tratta di una pratica intimidatoria che colpisce la libertà di insegnamento e avvelena il clima nelle scuole e nelle università.
Ciò che sta avvenendo nel nostro Paese e anche in Piemonte non può che alimentare un clima di paura e limitare libertà di pensiero e di opinione.
“Le aule non sono luoghi di sorveglianza politica” dichiara Serena Morando, segretaria generale FLC CGIL Piemonte “Schedare, segnalare e colpire docenti per le loro idee richiama metodi autoritari e antidemocratici che respingiamo con forza. Difendere la libertà di insegnamento significa difendere la scuola pubblica e la democrazia.”
Quanto accaduto ad Alba, con l’affissione fuori da tutte le scuole secondarie di secondo grado di striscioni con la scritta “La scuola è nostra”, è un atto di una gravità assoluta. La scuola non è proprietà di nessuno. La scuola è di tutte e tutti, delle studentesse e degli studenti, delle famiglie, del personale che vi opera e dell'intera comunità. È un luogo di crescita culturale, di sviluppo del pensiero critico e di confronto aperto e plurale.
“La scuola pubblica italiana nasce come presidio democratico, come spazio di emancipazione e di costruzione della cittadinanza. La FLC CGIL Piemonte ha scritto al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale affinché prenda posizione ribadendo il proprio ruolo di garante dei valori costituzionali, della libertà di opinione e dei principi antifascisti su cui si fonda la Repubblica,” continua la segretaria.
“Qualsiasi tentativo di appropriazione ideologica e di strumentalizzazione politica, rappresenta un pericolo per la tenuta culturale e democratica dell'intero Paese” sottolinea Serena Morando e conclude, “la Flc Cgil Piemonte andrà avanti in difesa di una scuola pubblica libera, inclusiva e democratica, affinché gli spazi scolastici non diventino terreno di propaganda, ma restino luoghi di confronto rispettoso e di crescita condivisa”.