Questa mattina Filcams CGIL di Torino e CGIL di Torino con la quasi totalità delle lavoratrici e dei lavoratori della Cooperativa Morelli, che da oltre vent’anni gestisce lo sportello Iren di via Confienza, hanno tenuto un presidio sotto Palazzo di Città. Le rappresentanti sindacali accompagnate dai funzionari delle sigle suddette hanno incontrato la Vicesindaca di Torino e l’Assessore alle Società partecipate per discutere del futuro del servizio e del destino occupazionale delle 19 persone coinvolte.
L’amministrazione ha inizialmente motivato il fatto che l’appalto torinese sia stato scorporato dal bando nazionale originario in quanto i servizi gestiti dallo sportello non riguardano la rete idrica. Secondo l’amministrazione comunicale Iren avrebbe pubblicato un bando ad hoc. Tale dichiarazione non ci convince in quanto il bando nazionale contiene sia i servizi di gestione delle reti idriche che quelli di fornitura di luce e gas. Viene naturale chiedersi perché scorporare dal bando nazionale solo i servizi gestiti dallo sportello torinese.
Di fronte alle rassicurazioni generiche sulla natura privatistica del nuovo bando e sulla presenza di una “clausola sociale”, la delegazione sindacale ha chiesto chiarimenti concreti: quali sono i tempi di pubblicazione? Quali garanzie occupazionali sono previste? A oggi, Iren ha diffuso solo un comunicato stampa, senza mai partecipare ai tavoli di confronto né fornire informazioni dettagliate. Anche oggi, la speranza di un confronto diretto con Iren Mercato è stata disattesa: nessun rappresentante si è presentato.
Una lavoratrice ha espresso con forza la preoccupazione condivisa da tutto il gruppo:
“Essere esclusi da un bando pubblico solo perché il nostro sportello non gestisce il servizio idrico o la TARI è una novità assoluta. In passato non è mai stato un criterio discriminante. Ancora più grave è sentir dire che non c’è ‘obbligo’ di inserirci: significa ignorare completamente le proposte che abbiamo avanzato per servizi sul territorio come teleriscaldamento e ambiente. Questo cavillo sembra costruito per escluderci e passare a un bando privato, che prevederà sicuramente condizioni peggiori: che tipo di contratto ci aspetta? Quale retribuzione, orario, livello, scatti di anzianità? La clausola sociale, in queste condizioni, cosa garantisce davvero?”
L’Assessore ha parlato di garanzie per i dipendenti e dell’imminente uscita del bando, ma non ha fornito né tempi certi né contenuti chiari. Filcams Torino e CGIL hanno sottolineato come sia anomalo che i bandi per altre città siano già stati pubblicati, mentre quello per Torino continua a tardare, alimentando il sospetto di una volontà di escludere i lavoratori storici.
Nonostante le rassicurazioni verbali da parte del Comune e di Iren Filcams CGIL Torino e CGIL Torino chiedono l’apertura urgente di un tavolo territoriale, con la presenza di Iren, per chiarire il futuro del servizio e dei lavoratori coinvolti.
La necessità è quindi quella di attivare immediatamente un canale di dialogo trasparente, per tutelare un servizio che ha rappresentato per anni un punto di riferimento per le fasce più fragili della cittadinanza — anziani, persone escluse dal digitale, utenti della maggior tutela — e per garantire dignità e continuità occupazionale a chi ha contribuito per oltre vent’anni alla crescita e ai profitti di una partecipata pubblica come Iren.
Nel frattempo, le lavoratrici e i lavoratori restano in stato di agitazione.