Code disumane, appuntamenti che slittano di mesi e una burocrazia che paralizza la vita di migliaia di persone. "I diritti non si mettono in coda" è il percorso di mobilitazione lanciato dalla CGIL Piemonte, che per tutto il mese di luglio accenderà i riflettori sulla gravissima situazione di incertezza e precarietà in cui sono costretti a vivere i cittadini stranieri residenti sul nostro territorio.
Una campagna che coinvolgerà tutti i territori con presidi, sit-in e azioni di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza e a tutte le istituzioni competenti e che vuole far luce sull’immigrazione in Piemonte come fenomeno strutturale: le/gli straniere/i residenti in Piemonte sono 448.862 (il 10,5% della popolazione totale), con ben 204.000 occupate/i che rappresentano il 12,3% dell'occupazione complessiva regionale. Nonostante questo impatto economico e sociale, l'accesso agli uffici immigrazione delle Questure è diventato un percorso a ostacoli fatto di code disumane e barriere burocratiche.
“I diritti dei lavoratori e dei cittadini migranti sono ben delineati sulla carta, ma restano inesigibili nella realtà”, dichiarano Anna Poggio (Segreteria Cgil Piemonte) e Lamine Sow (Coordinamento Immigrazione CGIL Piemonte). “In seguito a una nostra rilevazione, il quadro regionale che emerge è quello di una burocrazia fortemente disomogenea e discriminatoria con picchi fino a un anno di attesa per le province di Torino, Alessandria e Cuneo, di oltre sei mesi a Vercelli e Biella e di oltre tre mesi ad Asti e Novara; solo realtà molto piccole, come quelle del VCO, rientrano nei termini di legge (entro i 3 mesi)”.
Questo quadro preoccupante fa emergere come l’impossibilità di accedere facilmente ai documenti cartecei in tempi congrui ha ricadute drammatiche sulla vita quotidiana a partire dall’accesso alla protezione internazionale, passando per il soggiorno regolare, l’iscrizione anagrafica, il lavoro, le prestazioni social fino all’accesso alle cure sanitarie o al diritto di viaggiare e rientrare temporaneamente nel proprio Paese d'origine.
Concludono: "Proprio per questo chiediamo che in Piemonte venga attuato un rigoroso rispetto delle tempistiche di legge nel rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno, l'efficientamento degli sportelli e una migliore programmazione degli accessi, maggiori garanzie sul diritto di soggiorno e un piano straordinario di aumento del personale per gli Uffici Immigrazione delle Questure".
Il primo appuntamento è previsto a Torino per lunedì 6 luglio, a partire dalle 8:30 davanti al Commissariato di via Sandro Botticelli 114: un luogo simbolo che, a seguito alla chiusura degli uffici di Corso Verona avvenuta lo scorso anno, registra attualmente una delle situazioni più pericolose e gravose del territorio in materia di accessibilità alla richiesta dei documenti. Le iniziative proseguiranno poi per tutto il mese di luglio in tutta la Regione: seguirà un calendario aggiornato.