Si è tenuto questa mattina a Torino, sotto il Grattacielo della Regione Piemonte, il presidio di lavoratrici e lavoratori che sono scesi in piazza per chiedere controlli stringenti e risposte strutturali durante i periodi di temperature estreme. Nonostante lo stop dichiarato con l’entrata in vigore dell’ordinanza regionale sull’emergenza caldo, infatti, i controlli spesso non vengono effettuati e tante e tanti si ritrovano a lavorare con temperature che rendono impossibile operare in sicurezza per la propria salute.

Giorgio Airaudo, Segretario Generale CGIL Piemonte: “Non si può scegliere tra morire di caldo o morire di fame. Quella di oggi, infatti, non è una manifestazione politica: siamo qui per porre un problema di civiltà. Abbiamo apprezzato il fatto che quest’anno la Regione abbia emanato preventivamente l’ordinanza anticaldo, ma un provvedimento esecutivo va fatto rispettare, non basta fare annunci.”

In Piemonte, infatti, mancano la metà degli ispettori necessari: ce ne sono solo 200 su un fabbisogno di 400. Un numero che non cambia, nonostante gli infortuni siano in costante aumento da tre anni. Proprio per questo motivo, di fronte all'assenza di controlli, la CGIL Piemonte si è attivata inviando oltre 35 segnalazioni di violazioni gravissime.

Continua Airaudo: “Abbiamo cantieri edili in cui si lavora nelle ore di punta, operai dell'Amiat costretti in spogliatoi a 40 gradi, lavoratrici della Magneti Marelli sottoposte a sbalzi termici nocivi a causa di impianti di refrigerazione inadeguati o cucine della ristorazione in cui si superano abbondantemente i 45 gradi”. Conclude: “Chiediamo alla Regione di farsi promotrice presso il Governo per l'istituzione di una causale di cassa integrazione dedicata al caldo. Questo strumento deve tutelare tutte e tutti, anche i lavoratori più vulnerabili come i rider, che spesso sono autonomi e non possono essere lasciati davanti al bivio drammatico tra la fame e la sicurezza, specialmente dopo le tragedie che abbiamo già vissuto sul nostro territorio”.

Durante la manifestazione una delegazione di lavoratrici e lavoratori è stata ricevuta dalla Regione: è stato ribadito come rimane, in questa regione, l’urgenza di potenziare gli organici dello Spresal e dell’Ispettorato del Lavoro per contrastare la piaga quotidiana di infortuni e malattie professionali. Durante l’incontro, inoltre, la Regione ha comunicato che dall’entrata in vigore dell’ordinanza sono stati effettuati circa 70 controlli: è stato richiesto di ricevere un report ufficiale di queste attività e il prossimo 27 luglio si terrà un nuovo incontro del Comitato Regionale di Controllo (CRC), con tutte le rappresentanze sindacali e datoriali.

Continueremo a fare pressione affinché il perimetro dell’ordinanza venga allargato ad altri settori chiave e affinché vengano previsti ristori adeguati.