Nella giornata di oggi è stata resa nota la chiusura dell’inchiesta sulla strage ferroviaria avvenuta a Brandizzo del 30 e 31 agosto 2023; vicenda durante la quale morirono 5 operai. Cade, in questo modo, l’iniziale accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per i 24 indagati (21 persone e le tre società Rfi, Sigifer e CIf); la procura di Ivrea ha deciso infatti di procedere, a vario titolo, all’accusa per omicidio colposo. Al processo, le categorie dei trasporti e dell’edilizia della CGIL Piemonte (FILT CGIL Torino-Piemonte e FILLEA CGIL Torino-Piemonte) si sono costituite parte civile.
Dichiara Giorgio Airaudo, Segretario Generale CGIL Piemonte: “La procura di Ivrea, pur nelle sue dimensioni e nelle difficoltà operative dovute ai cronici problemi di organico, ha fatto un lavoro che va apprezzato. Indagare le tre società coinvolte con i loro dirigenti principali vuol dire ipotizzare che i processi decisionali dentro la catena dei subappalti non si diluiscono e hanno responsabilità su come si organizza il lavoro e su quali sono le conseguenze sulle condizioni di lavoro e di sicurezza di chi opera. La strage di quei lavoratori non va rimossa, i familiari non vanno lasciati soli e tutte le responsabilità vanno accertate perchè queste morti sul lavoro non si ripetano”.
Conclude: “La caduta dell’accusa di omicidio volontario non fa venir meno la necessità di non escludere questa ipotesi di reato dalle stragi e le morti sul lavoro: questo valeva per la Thyssen un tempo, e vale oggi per Brandizzo. Ribadiamo, a tal proposito, la necessità di introdurre la fattispecie giuridica che definisca il reato di omicidio sul lavoro, oltre che riprendere la proposta di una procura nazionale che affronti le indagini e i reati legati agli incidenti e alle morti sul lavoro, guardando al lavoro della procura nazionale antimafia presentato dall’ex procuratore Guariniello”.