FILCAMS CGIL-FISASCAT CISL-UILTUCS UIL: LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE FARMACIE COMUNALI DI TORINO DIMENTICATI E IGNORATI DALLA PROPRIA AZIENDA.

18 Gen 2022

Mentre prosegue la pandemia da Covid-19, estremamente amplificata nelle scorse settimane dalla variante Omicron e dalle corse a tamponi e vaccini, i 220 dipendenti della società Farmacie Comunali Torino, che detiene ben 37 farmacie in città e nella prima cintura, già dal mese di ottobre, in pieno confronto sindacale sulla destinazione di riconoscimenti economici per il continuo ed estenuante impegno nella gestione di test e vaccini covid, hanno ricevuto una comunicazione unilaterale di improvvisa chiusura della trattativa, interrompendo qualsiasi relazione e confronto sindacale anche sui temi inerenti  gli organici e l’organizzazione del lavoro, in una ormai lunga fase di lavoro a ritmi stressanti.

E’ per questo motivo che, dopo aver dichiarato lo stato di agitazione ed a fronte del perdurare del rumoroso silenzio della dirigenza di Farmacie Comunali di Torino, Filcams-Fisascat-Uiltucs di Torino (le categorie di settore di CGIL CISL UIL) hanno incontrato la scorsa settimana l’Assessore alle Partecipate del Comune di Torino, Gabriella Nardelli, Ente che detiene ancora il 20% delle azioni del pacchetto della società.

“Le lavoratrici ed i lavoratori sono stremati e delusi”, spiegano i segretari di Filcams, Fisascat, Uiltucs Ivano Franco, Stefania Zullo e Cosimo Lavolta.

“Stremati dai ritmi lavorativi, amplificati dalla carenza di personale, assente per contagio o che abbandona la società per trovare ricollocazione dignitosa altrove; dalla poca libertà di poter conciliare la vita personale con il lavoro; dalla gestione delle attività di farmacia, fatta anche di continue risposte ai cittadini. Delusi dall’atteggiamento poco attento alla professionalità di detti dipendenti, ai protocolli di sicurezza e completamente ignorati dalla propria Azienda”.

Filcams, Fisascat, Uiltucs di Torino hanno quindi chiesto al Comune, in una fase storica così complessa, dove si discute del nuovo ruolo che le Farmacie potrebbero assumere quali presidi sanitari nel territorio, di intervenire sull’Azienda Farmacie Comunali di Torino per pianificare con più attenzione servizi ai cittadini, soprattutto quelli meno abbienti, ricostruire corrette relazioni sia con i dipendenti, che con le Organizzazioni sindacali loro rappresentanti, volte alla valorizzazione di queste lavoratrici e lavoratori che – dal primo giorno di emergenza sanitaria – non si sono mai sottratti nel dare la propria disponibilità ad essere punto di riferimento per la cittadinanza.