ARTICOLO 28 E DIRITTO DI SCIOPERO: IL TRIBUNALE DI TORINO ACCOGLIE IL RICORSO DELLA FLC CGIL DI TORINO.

18 Gen 2022

Il Tribunale di Torino, sezione lavoro, ha accolto il ricorso della Flc Cgil di Torino, richiamandosi all’articolo 28 della legge 300/70 per lesione del diritto di sciopero, dichiarando antisindacale il comportamento della Dirigente Sindacale dell’Istituto CPIA2 di Torino, consistente nell’indire a partecipare alla riunione di tutto il personale ATA nella giornata dello sciopero generale del 10 dicembre 2021.

Nello specifico, la parte convenuta infatti aveva indetto una riunione del personale ben sapendo che in quel giorno era indetto uno sciopero generale, peraltro comunicato con largo anticipo e, richiamata dalla Flc-Cgil, non aveva inteso modificare la propria decisione.

La giudice, Federica Lanza, ritiene come l’aver fissato, con consapevolezza, una riunione del personale in una giornata già destinata all’esercizio del diritto di sciopero, rappresenti, quasi come un caso di scuola, una limitazione dell’esercizio della libertà e dell’attività sindacale e del diritto di sciopero, mettendo il lavoratore nella necessità di decidere se esercitare il proprio diritto di sciopero, riconosciuto anche dalla Costituzione, ovvero partecipare ad una riunione importante, convocata dal Dirigente Scolastico e dunque, ancorché senza oggetto, verosimilmente relativa allo svolgimento della propria attività lavorativa (come è stato).

Nella sentenza si legge che “la lesione è anche riferita all’immagine, e all’esercizio dell’attività sindacale al sindacato ricorrente, che rappresenta pacificamente anche personale dell’Istituto scolastico convenuto, proprio perché anche i propri iscritti sono stati messi di fronte alla necessità di scelta sopra evidenziata, senza che il sindacato potesse tutelarli (è stato necessario il presente giudizio): infatti il sindacato ricorrente non ha avuto risposta alla sollecitazione inviata con la mail del 9 dicembre 2021, pur conosciuta dalla Dirigente Scolastica come dalla stessa ammesso, generando (o potendo generare) nei lavoratori la convinzione che è consentito, da parte del Dirigente Scolastico, disattendere senza alcuna giustificazione le legittime rimostranze della organizzazione sindacale e che, in futuro, l’esercizio del diritto di sciopero potrà avere ripercussioni sfavorevoli sui singoli lavoratori, che non potranno essere efficacemente difesi dalle proprie organizzazioni sindacali”.