Vertenza rete unica: manifestazione regionale 29 novembre ore 14.00-p.za Castello-Torino

28 Nov 2021

SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL, organizzano un presidio di lavoratrici e lavoratori impegnati nel settore delle Telecomunicazioni e della Rete lunedì 29 novembre 2021 

Il presidio si colloca all’interno di una iniziativa delle organizzazioni di categoria nazionali al fine di sollecitare l’apertura di un tavolo governativo sulla vicenda della rete unica e si svolgerà nella giornata in cui le stesse organizzazioni nazionali terranno un presidio davanti alla sede del MiSe.

La digitalizzazione del Paese passa obbligatoriamente attraverso la creazione di una infrastruttura che assicuri una connettività a larga banda efficiente, capillare e stabile.

Non basta elencare i buoni propositi nel Pnrr, né darsi tempi sempre più stringenti rispetto agli obbiettivi del Digital Compass, e neanche individuare ambiti e settori dove la digitalizzazione consentirà il rilancio economico. Per compiere la trasformazione digitale occorre una Rete che al momento c’è solo in parte e in buona parte del Paese non c’è proprio.

Non si può seriamente pensare di superare il gap fra aree del Paese già cablate e altre ancora lontane da esserlo pensando ad un’ improbabile competizione fra Reti parallele che lungi dal costituire efficienza tecnologica e di sistema costituirebbe solo una dispersione e uno sperpero di risorse, con l’unico risultato di erodere valore reale di mercato al

prodotto stesso e senza la certezza di uno sviluppo equilibrato e completo della connettività.

Le conseguenze per il Paese sarebbero negative in termini di efficacia dell’azione infrastrutturale e destabilizzanti sotto il profilo occupazionale.

Non è indifferente come la Rete si realizzerà, né per il Paese né per i lavoratori.

Per fare una Rete digitale ci vogliono capitali, efficienze organizzative, investimenti tecnologici e umani, professionalità elevate e la capacità/possibilità di protrarle nel tempo per la manutenzione e il continuo aggiornamento. Significa avere la capacità di creare un’infrastruttura avanzata in grado di allacciarsi ai nodi “intelligenti” in maniera flessibile. Ridurre il tutto alla “sola connessione” significa rinunciare alla capacità progettuale e produttiva di un soggetto di rilevanza nazionale ed internazionale che per dimensioni e peso sia in grado di sostenere nel tempo un sistema di telecomunicazioni moderno e all’avanguardia, e che possa candidarsi come autorevole interlocutore all’interno del

mercato europeo con altri operatori Tlc.

Abbiamo sempre pensato che il memorandum di intesa dell’agosto 2020 tra TIM e Cassa Depositi e Prestiti finalizzato ad un più ampio progetto di rete unica nazionale fosse la strada corretta da perseguire.

Oggi questa sembra essersi di molto complicata: da un lato rimangono inascoltate le richieste di convocazione da parte dell OO.SS. alle istituzioni governative, dall’altro l’idea che un tema così strategico come quello della rete non riteniamo possa essere derubricato all’ennesimo gruppo di lavoro governativo e di esperti.

La Rete è la condizione abilitante fondamentale del rilancio economico del Paese e diventerà sempre più fattore fondamentale di accesso ad una molteplicità di informazioni e possibilità; diventa essa stessa garanzia di pluralità democratica e di non discriminazione. Non può essere derubricata a mera questione di competizione economica se

vogliamo veramente garantire dignità e diritti al lavoro e ai cittadini di questo Paese. In questi ultimi giorni le manifeste turbolenze societarie del più grande operatore delle Tlc, nonché attore principale nella costruzione della Rete, rischiano di far precipitare la situazione. L’interesse manifestato da parte di un noto fondo d’investimento internazionale per l’intero Gruppo TIM impone il tema della tenuta finanziaria e dell’operatività del Gruppo stesso rischiando di minare la capacità d’investimento e di realizzazione industriale della rete stessa, con evidenti ripercussioni occupazionali.

Nell’invitare tutte e tutti, a partire dalle lavoratrici e dai lavoratori del Gruppo TIM, a partecipare al presidio convocato delle OO.SS regionali, chiediamo al Sindaco della Città di Torino, al Presidente della Regione Piemonte ed al Prefetto un incontro urgente e contestualmente al Presidente del Consiglio ed ai Ministri competenti di prendere una posizione a tutela delle infrastrutture cardine del Paese e dei livelli occupazionali del settore.