ATC, manca un un piano di sviluppo e di investimenti.

27 Set 2021

Le OOSS delle lavoratrici e dei lavoratori e le organizzazioni sindacali degli inquilini con questa iniziativa intendono portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni la grave situazione in cui versa l’ATC per ragioni sono riconducibili ad una capacità del livello manageriale di fronteggiare le sfide e le esigenze dell’Edilizia residenziale pubblica nel nostro territorio. Tre sono le criticità più importanti e rilevanti:

  1. L’organizzazione dell’ATC non ha saputo valorizzare le professionalità presenti al suo interno, ha determinato un depotenziamento di servizi :specie di interlocuzione con il pubblico, che hanno determinato un forte divario tra la struttura ATC e l’utenza (sportelli decentrati, referenti condominiali). Queste scelte caratterizzate da una forte inefficienza ricadono anche sulle imprese collegate ad ATC, sulle condizioni occupazionali e di lavoro di tali imprese. Allo stesso tempo assistiamo ad un rapporto dirigenti e diretti (1 ogni 30) che non trova pari in altri enti pubblici e inspiegabile con qualsiasi razionalità organizzativa. 
  2. L’assenza di una visione di sviluppo e rafforzamento dell’ente da parte della direzione ATC ha determinato un effetto domino rispetto alle imprese collegate (Case, Exe.Gesi), scaricando sui lavoratori di tali imprese criticità che sono invece ascrivibili alla debolezza della direzione. 
  3. Ricordiamo che l’utenza Atc presenta alcune caratteristiche sociali ed economiche che investe gruppi sociali fragili e talvolta caratterizzati da forti problemi di marginalità. ATC ha un ruolo sociale, svolge una funzione di integrazione sociale attraverso un sistema di welfare abitativo, che ha come principali destinatari circa 27000 nuclei familiari (oltre 60000 persone) “svantaggiati”. Manca un progetto di rilancio e valorizzazione del patrimonio ATC alla luce, di alcuni dati. Nell’ultimo bando di assegnazione di case popolari del solo comune di Torino sono giunte oltre 17.000 domande, sono 6.000 nei comuni della Provincia, per un totale di 23.000 domande nell’area metropolitana torinese. Nei prossimi anni al settore dell’edilizia residenziale pubblica giungeranno ingenti risorse, potenzialmente un volume che può raggiungere la soglia di oltre 150 mln di euro. Queste risorse sono una potenzialità di rilancio dell’ATC e di potenziamento del suo ruolo sociale. Quale progetto di sviluppo è in grado di sviluppare l’ATC per bisogni sociali di questa entità? 

 
Le organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori e degli inquilini ritengono non più prorogabile l’apertura di un confronti sul piano industriale e sull’organizzazione dell’Ente. Un confronto che coinvolga tutti gli occupati della Filiera ATC (quindi anche le imprese collegate, CASE, ExeGesi) e la rappresentanza degli inquilini. 

E’ necessario avviare anche un’azione contrattuale su tutta la filiera ATC capace di includere tutti i lavoratori indipendentemente dal loro inquadramento contrattuale.

Dopo mesi di richieste e sollecitazioni rimaste inascoltate si apre una fase di mobilitazione che proseguirà in futuro e non escluderà forme di lotta più incisive, con l’obiettivo di salvaguardare la dignità del lavoro, la funzione sociale dell’ente e la salvaguardia dei bisogni di che si avvale di un diritto di cittadinanza con l’edilizia pubblica.

CGIL CISL UIL 

SUNIA SICET UNIAT Torino