Appalto pulizie aziende sanitarie del Piemonte: il Consiglio di Stato sospende le gare. Coinvolti/e circa 3mila lavoratori/lavoratrici piemontesi

10 Mag 2021

E’ stata pubblicata nella giornata di ieri, 7 maggio, l’ordinanza del Consiglio di Stato che sospende la gara regionale per l’affidamento in appalto dei servizi di pulizia e sanificazione nelle aziende sanitarie piemontesi.

Una gara che ammonta economicamente a circa 315 milioni di euro con un affidamento di cinque anni (3+2). Riguarda tutto il territorio piemontese ad esclusione di Alessandria e Asti ed è suddivisa in 5 lotti, coinvolgendo circa 3000 lavoratrici e lavoratori.

Nata nel 2018, prima della pandemia, è stata aggiudicata in tempo di Covid a 3 società: MARKAS SRL per i lotti 2/4/5; SAMSIC ITALIA SPA per Città della salute – lotto 1; CM SERVICE SRL per il lotto 3.

La FILCAMS CGIL ha già da tempo denunciato su questa gara criticità, anomalie e incongruenze, segnalandole nelle sedi opportune e avviando iniziative e tavoli di confronto in tutti i territori interessati.

I rilievi del Consiglio di Stato e la sua ordinanza paiono in particolare cogliere un aspetto per noi fondamentale e che stiamo sostenendo con forza in tutte le sedi.

Su questi servizi e sulla difesa della salute pubblica non si può perseguire la logica del contenimento dei costi alla luce anche del contesto pandemico e dell’emergenza sanitaria legata al Covid19, che è destinata a persistere nel tempo.

Un principio di garanzia e di tutela irrinunciabile e sacrosanto, che non può che andare nella direzione del potenziamento di tutti i servizi e le prestazioni che garantiscano la salute dei cittadini.

La condizione di ridurre servizi e prestazioni negli ospedali, nei distretti sanitari, nei luoghi di cura ci preoccupa non poco e ci batteremo per vederla scongiurata.

Di fronte al persistere nel tempo del rischio di contagio non è possibile e non può essere consentito abbassare la guardia.

In ballo pertanto c’è la difesa dei diritti dei cittadini, nel vedersi difesa e tutelata la propria salute, unitamente alla lotta per la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro e di intere famiglie che, diversamente, rischierebbero di cadere in condizioni di povertà.

Aspettiamo ora le decisioni, che auspichiamo tempestive, affidate al TAR in merito ai ricorsi presentati. Contestualmente continueremo a promuovere assemblee, incontri con le lavoratrici e i lavoratori e a chiedere alle ASL quanto accaduto in questi mesi di emergenza e pandemia, rispetto ai servizi e alle prestazioni necessarie per assicurare la salute pubblica e la tutela integrale dell’occupazione, dei diritti dei lavoratori e dei loro contratti.

Su questi servizi, sulla tutela della salute, sulla pelle dei lavoratori non si può lucrare.