Proposte CGIL CISL UIL Piemonte per la “ripresa e resilenza del Piemonte”

29 Mar 2021

La pandemia in atto acuisce enormemente gli effetti delle difficoltà sanitarie, economiche e sociali del Piemonte… in un contesto di forte calo demografico e di mancanza di investimenti pubblici e privati. Per affrontare i temi del rilancio e dello sviluppo, occorre partire dal quadro di insieme della nostra regione che negli ultimi anni si è fortemente indebolito nel confronto con i territori maggiormente evoluti del Paese. I principali indicatori economici parlano di una regione in difficoltà, con un urgente bisogno di “ripensare” e riprogettare la sua struttura economica per rilanciarsi al più presto.

Preoccupano i dati sull’occupazione, sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali, sull’aumento dellaprecarietà e della povertà, fattori che minano il tessuto sociale e aumentano le disuguaglianze.

Il Piemonte – che fa registrare un tasso di disoccupazione dell’8,4% (un paio di punti più alto di quelli registrati in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) – occupa circa 1.811.000 persone, di cui il 77% con rapporto di lavoro dipendente. Oggi la distribuzione complessiva degli occupati regionali nei tre settori tradizionali registra 1.186.000 lavoratori nei servizi (65,5% del totale, di cui 239.600 nel Pubblico Impiego), 563.000 nell’industria (31,2%) e 62.000 nell’agricoltura (3,3%).

Secondo Banca d’Italia, il Pil piemontese ha subito un calo nel primo semestre 2020 del 12,5% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre relativamente al terzo trimestre il Pil è sceso del 5,5%. continua la lettura

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