Campo profughi di Lipa: lettera aperta della Cgil Piemonte alla Regione per aprire corridoio umanitario.

22 Feb 2021

Egr. Presidente, Egg. Assessori,

le persone migranti che provengono da paesi devastati dalla guerra o che fuggono da persecuzioni religiose, pur avendo diritto a richiedere asilo in Europa secondo la normativa internazionale, sono bloccate in condizioni disumane ai confini tra Bosnia e Croazia.

I minori che stanno affrontando, insieme alle loro famiglie, il tentativo di raggiungere l’Europa sono sparsi sui territori interessati senza un alloggio adeguato. Con le temperature che scendono sottozero durante la notte, e le infezioni da Covid-19 che continuano a salire, questi minori trascorrono i loro giorni e le loro notti all’aperto, esposti alle intemperie e al rischio di abusi e violenze; inoltre hanno accesso limitato a cibo, acqua, servizi igienici e nessun accesso ai servizi di protezione, salute e istruzione.

L’UE e gli Stati membri hanno il dovere di fornire risposte adeguate a porre fine a questa tragedia e ad evitare che questa si riproponga in futuro a quel confine o da un altro dei confini esterni dell’Unione.

La creazione di vie sicure e regolari di accesso alla protezione internazionale e il superamento del sistema Dublino devono essere la priorità, così come la garanzia di accesso ad un sistema di protezione per i minori.

il Piemonte ha una storia decennale di grande attenzione e di significative iniziative politiche in favore dei minori.

A prescindere dalle legittime opinioni che differenziano i partiti, crediamo sia comunque un fattore positivo che la politica dedichi grande attenzione alle difficoltà dei soggetti più indifesi e vulnerabili, perché la missione della Politica con la P maiuscola è esattamente questa: costruire le condizioni affinché gli adulti di domani siano bambini sereni oggi.

È ormai noto a chiunque quali siano le disumane condizioni in cui vivono da mesi i bambini del campo profughi di Lipa: sotto la neve, senza cibo né acqua, privi di ogni minima tutela fisica e psicologica. Una situazione di orrore quotidiano nella civilissima Europa, a pochi chilometri dalle nostre frontiere.

La costernazione ed il dolore che provocano immagini come queste non sono però sufficienti a modificare la situazione: bisogna agire e agire in fretta.

Ed è per questo, cara Regione, che saremmo profondamente orgogliosi se proprio dal Piemonte partisse l’iniziativa di creare un corridoio umanitario che consentisse di salvare delle vite umane e che creasse condivisione dell’iniziativa in tutto il Paese.

Cara Regione, anche questi sono bambini, sono figli nostri, sono nostri nipotini che non possiamo lasciare morire di stenti solo perché nati oltre il nostro confine.

Apriamo un corridoio umanitario, salviamo una vita ed avremo salvato l’intera umanità.