Cgil Piemonte e Torino: Vaccinazioni sui luoghi di lavoro? un’idea avventata, in assenza di una regia nazionale

12 Feb 2021

Abbiamo appreso dagli organi di informazione dell’iniziativa della Regione su una possibile vaccinazione direttamente nei luoghi di lavoro.

Premesso che non abbiamo nulla in contrario che le aziende contribuiscano economicamente e organizzativamente alla vaccinazione, e sensibilizzino alla vaccinazione i loro dipendenti, fermo restando quanto previsto dalle varie norme in vigore a partire dal D. Lgs. 81/2008 e dai protocolli nazionali COVID del 14 marzo e del 29 aprile 2020, ci chiediamo:

  • i vaccini adatti dove verrebbero reperiti? 
  • sulla base di quali progetti autorizzativi nazionali ed europei?

In questo momento la proposta del presidente Cirio ci sembra non solo un’idea alquanto avventata, perché non comprendiamo come potrebbe avvenir concretamente, ma la riteniamo anche intempestiva in quanto, ad oggi, il problema vero è che i vaccini non ci sono.

Si tratta di una materia dove le approssimazioni non sono ammesse: sono prestazioni delicate, che devono essere garantite da personale sanitario autorizzato.

La pandemia ci ha insegnato che per combatterla è necessaria una regia nazionale e, per i vaccini, almeno europea.

Come ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, vincere la pandemia e completare la campagna vaccinale sono le priorità da inserire al primo punto nel programma di Governo del presidente incaricato Mario Draghi.

Per queste motivazioni la Cgil Piemonte e la Cgil Torino ritengono che le iniziative delle Regioni debbano essere coordinate quantomeno nazionalmente.

Se si vuole andare oltre i semplici annunci pubblici si devono costruire seri piani di fattibilità.

In questo caso si devono coinvolgere le forze sociali e solo dopo annunciare piani seri e realizzabili.

Torno, 11 febbraio 2021