IL PARCO DELLA SALUTE MA NON QUELLA DELLE DONNE!

3 Ott 2019

Apprendiamo dagli organi di stampa che il Parco della Salute parte ma senza Regina e Sant’Anna.

Infatti l’Assessore regionale alla Sanità Icardi ha dichiarato “Sarà definito il futuro di Regina Margherita e Sant’Anna. La nostra proposta è risolvere la questione della carenza dei posti letto lasciando i due ospedali al loro posto. Almeno in una prima fase.”

Il Sant’Anna è stato per molti anni, ed ancora è, il riferimento per gravidanza e parto – e per tutte le patologie specifiche delle donne – a livello regionale.

In questa fase per noi è importante discutere l’intero modello in relazione alla rete territoriale dei consultori e dei punti nascita, anche potenziando i reparti direttamente gestiti dalle ostetriche.

Al Sant’Anna, negli ultimi 20 anni, il modello è stato il più sicuro? Le donne ricoverate al Sant’Anna che necessitano urgentemente di altri specialisti (esempio cardiochirurgia o radiologia interventistica) devono essere trasferite in ambulanza ad un altro ospedale: in alcuni casi questo rappresenta soltanto un aggravio organizzativo, ma in altri significa mettere a rischio la vita della donna.

La multi-disciplinarietà è oggi indispensabile per il trattamento adeguato delle patologie.

In prospettiva il numero di gravidanze continuerà a diminuire (da 37.000 a 30.000 fra il 2006 ed il 2016): diminuisce la popolazione in età riproduttiva e non aumenta il tasso di fecondità (Report Nascere in Piemonte, Percorso Nascita Regionale, 2018).

Tuttavia, la percentuale di gravidanze a rischio e patologiche continuerà ad aumentare (attualmente intorno al 30% di tutte le gravidanze): aumentano l’età materna al concepimento, le gravidanze gemellari, le gravidanze da fecondazione assistita, le donne con patologie anche gravi che desiderano una gravidanza, le gravidanze dopo un taglio cesareo. Queste gravidanze devono essere trattate in un ospedale dove siano disponibili tutte le specialità mediche e chirurgiche.

Tutto questo non significa sottovalutare la questione del Regina Margherita, che deve mantenere le sue caratteristiche di ospedale generale per i bambini.

Tuttavia la giusta esigenza di non perdere, con la costruzione del Parco della Salute, una eccellenza della sanità Piemontese, non deve andare a scapito della salute delle donne.

Le organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro all’Assessore Icardi e Caucino sulle politiche sanitarie e socio-assistenziali ad oggi senza risposta.

Riteniamo che un tema così rilevante e urgente debba essere discusso nelle sedi appropriate – e non con dichiarazioni sui giornali – principalmente con chi rappresenta lavoratrici e lavoratori e utenti.

Il futuro del materno infantile sarà uno dei punti centrali su cui vogliamo confrontarci perché la salute delle donne non può essere considerata residuale anche in termini culturali!

CGIL PIEMONTE

CGIL TORINO

COMUNICATO STAMPA