No alla riduzione del “diritto annuale” che mette in pericolo i posti di lavoro e la sopravvivenza degli enti camerali: mercoledi’ 10 giugno davanti al lingotto di torino sit-in dei lavoratori in occasione del congresso mondiale delle camere di commercio.

8 Giu 2015

FP CGIL/ FP CISL/ FPL UIL

Dal 10 al 12 giugno Torino ospiterà al Centro Congressi del Lingotto il 9° Congresso Mondiale delle Camere di Commercio: è un evento importante, che pone l’accento sull’importanza di fare rete per le imprese che vogliono affermarsi e/o mantenere la propria posizione su un mercato sempre più globale.

Tuttavia, in Italia proprio il settore delle Camere di Commercio è sottoposto a un forte processo di trasformazione, nell’ambito del più generale processo di riforma della Pubblica Amministrazione.

MERCOLEDI’ 10 GIUGNO 2015 dalle ore 8.30 alle ore 12.30, di fronte al Centro Congressi del LINGOTTO, in occasione dell’inaugurazione del Congresso Mondiale delle Camere di Commercio, la RSU e i sindacati di categoria FP CGIL, FP CISL, FPL UIL organizzano un SIT-IN contro le scelte del Governo in questo settore.

Parliamo di enti con un ottimo radicamento sul tessuto imprenditoriale territoriale, che fungono da volano per la crescita economica delle realtà locali, svolgendo le proprie funzioni con una riconosciuta elevata professionalità, oltre ad essere tra gli enti più moderni e informatizzati di tutta la P.A. Si tratta quindi di un’importante risorsa che, lungi dal dover essere cancellata, deve invece essere valorizzata ulteriormente, al fine di offrire una ancora migliore qualità del servizio pubblico.

A fronte di ciò, tuttavia, con la Legge 114 del 2014 il Governo ha sancito la riduzione del Diritto Annuale (cioè il contributo che le imprese versano al sistema delle Camere di Commercio), che porterà a regime (nel 2017) ad un taglio del 50%: ciò renderà impossibile, per l’ente di Torino così come per le altre Camere di Commercio, garantire performance analoghe a quelle attuali, sia in termine di contributi erogati che in termini organizzativi.

I lavoratori delle Camere di Commercio, che sono circa 10mila a livello nazionale e 650 in tutto il Piemonte, attualmente sono in stato di agitazione sindacale su tutto il territorio nazionale, perchè contestano il taglio lineare del Diritto Annuale che, oltre a compromettere le attività e i servizi resi dalle Camere di Commercio sul territorio, li pone in un’allarmante situazione di incertezza sulle proprie prospettive lavorative e di vita.

I lavoratori e le lavoratrici chiedono quindi al Governo la revisione dell’art. 28 della Legge 114/2014, che prosciuga la principale fonte di entrata per le Camere di Commercio, rendendone precaria la sopravvivenza, nonché l’abrogazione dell’art. 9 del DDL 1577/2014, che determinerebbe di fatto la soppressione del sistema camerale.

L’obbiettivo è di evitare la crisi finanziaria degli enti, tutelando nel contempo i livelli occupazionali. Senza una profonda revisione delle scelte del governo una pesante scure occupazionale investirà i lavoratori e le lavoratrici camerali, nonché i lavoratori e le lavoratrici dell’indotto e verranno pregiudicate funzioni fondamentali per le imprese: dai contributi alla promozione delle imprese sul territorio al micro-credito, alle attività di conciliazione in materia civile e commerciale, alle funzioni di trasparenza e certezza dei rapporti economici.

Torino, 8 giugno 2015                   UFFICI STAMPA