Susanna Camusso scrive alla famiglia dell’operaio che si è tolto la vita

12 Feb 2013

10/02/2013 – Il Segretario Generale della CGIL, in questi giorni fuori dall’Italia per impegni pubblici, avendo saputo della tragedia che ha coinvolto Giuseppe Burgarella, operaio e sindacalista di Trapani che si è tolto la vita, ha scritto alla famiglia e al sindacato degli edili. Dobbiamo fare molto di più per rispondere a questo senso di disperazione. Si deve continuare la mobilitazione perché il lavoro torni al centro della politica, “perché si difenda e si crei”, e si deve fare di più per comprendere “il senso di disperazione” che colpisce tanti lavoratori che hanno perso il posto a causa della crisi. Lo scrive il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, in una lettera inviata ai familiari di Giuseppe Burgarella, l’operaio e sindacalista di Trapani che si è tolto la vita nei giorni scorsi.

Alla famiglia Burgarella

Alle compagne e ai compagni della Camera del lavoro di Trapani

Alle compagne e ai compagni della Fillea

La notizia della tragica scomparsa di Giuseppe mi ha raggiunto solo oggi, mentre sono fuori Italia per una missione di lavoro. La prima domanda che non smetteremo mai di farci, le compagne e i compagni della camera del lavoro, io stessa, è perché non abbiamo capito che si era sorpassata quella sottile linea di confine tra l’indignazione e la possibilità di continuare a lottare e sperare e la disperazione che viene dalla perdita del lavoro, vissuta per Giuseppe come perdita di dignità e tradimento dei valori sui quali si era formato, per i quali aveva scelto di militare nella CGIL, a partire dall’articolo 1 della nostra costituzione. Ci rimarrà sempre questo dubbio, sempre ci domandiamo se possiamo dobbiamo fare di più per cogliere intorno a noi quel crescere di disperazione, di rassegnazione che una crisi così lunga e profonda determina in tanti che privi di lavoro si sentono anche privi della loro cittadinanza della loro dignità del loro orgoglio. Affranti ci poniamo il dubbio, sapendo che nulla oggi possiamo fare, se non provare ad interrogarci ancor di più sugli effetti di una disoccupazione crescente, che in certi settori come l’edilizia sembra una discesa senza fine. Nell’esprimere alla famiglia e alle compagne ed ai compagni tutti la più sentita partecipazione al dolore, l’impegno che dobbiamo e possiamo assumere è quello di continuare la nostra iniziativa e mobilitazione perché il lavoro torni al centro delle politiche perché si difenda e si crei lavoro. Ogni giorno sentiremo la difficoltà di non aver capito, ma ogni giorno sapremo che Giuseppe e tanti altri con lui ci dimostrano che non ci si deve arrendere, perché lavoro e dignità sono cittadinanza, ancor più certezza per la vita delle persone. Con grande affetto  Susanna Camusso