CGIL PIEMONTE

PREVIDENZA INTEGRATIVA

Il sistema previdenziale italiano è stato modificato a partire dagli anni ‘90 con diverse riforme che si sono poste l’obiettivo della sua sostenibilità in rapporto ai versamenti contributivi e alle previsioni di andamento demografico.

Ad oggi il sistema previdenziale pubblico può garantire rendimenti medi che si attesteranno, a secondo dei versamenti contributivi e ai percorsi di carriera e retributivi, su pensioni inferiori a quelli attualmente in essere.

Pertanto assieme alla pensione pubblica, cosiddetto “primo pilastro” che per la CGIL deve rimanere ora ed in futuro quello principale e universalistico garantendo il rendimento maggiore, diventa necessario per i lavoratori costruirsi una pensione integrativa cosiddetto “secondo pilastro”:

LA PREVIDENZA INTEGRATIVA.

La previdenza integrativa ha il compito di integrare quella pubblica con l’obiettivo di consentire all’età del pensionamento un reddito da pensione complessivo che sia rapportabile al reddito medio da lavoro conseguito negli ultimi anni precedenti il pensionamento.

La previdenza integrativa è regolata dalle leggi in materia, ma rimane una scelta volontaria. Per le modalità di tale scelta sia per i lavoratori neo assunti che devono decidere anche la destinazione del TFR, sia per chi vuole aderire successivamente, vi invitiamo a rivolgervi al vostro sindacato di categoria. Potrete comunque trovare materiali esplicativi sul sito della CGIL Nazionale nello spazio “aree tematiche” cliccando sul link “previdenza” e poi nella sezione “previdenza integrativa”.

In generale precisiamo che l’adesione ai fondi di previdenza integrativa, in particolare ai fondi negoziali di categoria (fondi chiusi) sono incentivati con:
   a)  un regime fiscale favorevole (non si pagano tasse sui versamenti e anche le future pensioni o liquidazioni avranno una tassazione nettamente più favorevole rispetto al TFR)
   b)  un contributo della azienda che da solo garantisce un  buon rendimento per il lavoratore (ma questo vale solo se il lavoratore aderisci agli appositi fondi integrativi costituiti nei contratti di lavoro)
   c)  inoltre i costi di gestione dei fondi negoziali (fondi chiusi) sono nettamente inferiori a quelli dei fondi aperti e dei PIP, pertanto a parità di versamenti consentono di ottenere rendite superiori.

La CGIL Piemonte ha costituito sul tema della previdenza integrativa uno specifico gruppo di lavoro con rappresentati delle Camere del Lavoro, delle Categorie Regionali e dei Servizi, con l’obiettivo di strutturare, sviluppare  e coordinare, gli interventi sulla Previdenza Integrativa, per attuare una costante e corretta informazione sulle adesioni, in particolare per i nuovi assunti e nei settori che ad oggi presentano le maggiori problematicità (piccole aziende), e per fornire assistenza alle lavoratrici ed ai lavoratori iscritti ai Fondi (versamenti – rendimenti – stime personalizzate – richieste anticipazioni – recupero mancati versamenti – ecc…).

Di seguito pubblichiamo la documentazione essenziale prodotta/utilizzata dal gruppo di lavoro raggruppata nelle seguenti sezioni:

 

a) NEWS: segnalazione di nuovi materiali e aggiornamenti

b) DATI E CARATTERISTICHE DEGLI ISCRITTI IN PIEMONTE

c) RISULTATI E SITUAZIONE DEI FONDI AL DICEMBRE 2008

d) FONDI CONTRATTUALI: I PIU’ CONVENIENTI E I PIU’ GARANTITI

e) CONTROLLI E RENDICONTI DELLA POSIZIONE PERSONALE

f) RISCATTI E ANTICIPAZIONI (e regole in caso di CIGS e licenziamenti)

g) RECUPERO OMISSIONI DEI VERSAMENTI

h) MATERIALI DI APPROFONDIMENTO