La Cgil Piemonte e la Federconsumatori Piemonte esprimono la loro contrarietà alla modifica della legge regionale del 2 maggio 2016 sul gioco d’azzardo.

26 Giu 2020

Nei nostri uffici, anche in collaborazione con operatori delle strutture pubbliche, assistiamo cittadini e lavoratori che per vari motivi sono ridotti in condizioni disperate.
Uno dei motivi che riducono queste persone e le loro famiglie in queste condizioni è la ludopatia. Tale patologia viene indubbiamente facilitata dal poter accedere in qualsiasi momento ai giochi di azzardo e dalla loro diffusione sul territorio anche in prossimità di luoghi sensibili.
Riteniamo che si debba preservare nella legge il divieto di collocare le macchinette slot presso scuole, banche, uffici postali, centri di raccolta per giovani ed anziani che riteniamo essere luoghi molto sensibili. Come anche riteniamo negativa la volontà di prevedere un aumento dell’orario di funzionalità dei suddetti apparecchi.
La legge regionale 9/2016 senza bandire il gioco d’azzardo legale, si limita a disciplinare e a contenere l’aggressività dell’offerta.
Ricordiamo che nel 2016, la legge venne approvata all’unanimità da parte del Consiglio Regionale.
Inoltre, un recente studio dell’IRES – Istituto di Ricerche Economiche e Sociali per il Piemonte, ha dimostrato l’efficacia delle norme per i cittadini piemontesi e la legge non ha determinato gli esiti negativi sull’occupazione nel settore che alcuni paventavano.
Da tali analisi si evince che il gioco d’azzardo legale è diminuito del 9.7% (mentre in tutta Italia, nello stesso periodo, è cresciuto), e le perdite economiche per i piemontesi sono scese del 17,8%.
Anche i dati epidemiologici di uno studio del CNR di Pisa condotti in Piemonte nel 2019 dimostrano che con la rarefazione dell’offerta in Piemonte dal 2016 al 2019 i piemontesi hanno risparmiato nel gioco d’azzardo 2 miliardi e 618 milioni di euro.
Infine rammentiamo che l’acuirsi di patologie da dipendenza aggravano la spesa sanitaria. Peraltro la ludopatia viene giustamente ricompresa nei Lea.
Per queste ragioni riteniamo si debbano mantenere le norme attualmente in vigore nella nostra Regione.
Pier Massimo Pozzi, Cgil Piemonte
Giovanni Prezioso, Federconsumatori Piemonte

Torino, 26 giugno 2020