Covid-19, c’e’ chi approfitta della situazione: alla Borgo Dora spa discriminati i lavoratori iscritti alla Flai Cgil, gli unici messi in cassa integrazione.

14 Mag 2020

In questo momento di difficoltà economica e di timore per il futuro ci sono aziende, come il salumificio torinese Borgo Dora, che decidono chi può lavorare e chi no.

Qual è il discrimine? L’iscrizione al sindacato.

Appena è stato ufficializzata la notizia del propagarsi della pandemia Covid-19, l’azienda ha comunicato tramite un messaggio whatsapp al delegato sindacale Flai Cgil ed ad altri tre lavoratori tesserati al sindacato di rimanere a casa in ferie forzate, senza nessun tipo di confronto.

A nulla sono valse le comunicazioni, senza risposta, alla stessa azienda, all’Unione Industriale e all’Ispettorato del Lavoro di Torino.

La settimana dopo, la Borgo Dora ha avviato la cassa integrazione ordinaria… ma solo per gli iscritti alla Flai Cgil: dal 16 marzo 2020 il delegato sindacale non ha lavorato neanche un giorno, mentre il lavoro dell’azienda viene svolto da subordinati, somministrati e lavoratori della cooperativa interna.

Per la Flai non si possono utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal governo, in modo discriminatorio ed ancor peggio punitivo.