Fp Cgil Piemonte: il richiamo in servizio dei medici in pensione ha il sapore dell’improvvisazione, e’ una beffa per i molti giovani medici laureati disoccupati o sottoccupati.

8 Mag 2019

Apprendiamo dagli organi di informazione che anche il Piemonte, dopo Veneto, Molise e Friuli, ha deciso di aprire alla possibilità di richiamare in servizio, con contratti di lavoro autonomo, i medici in pensione con meno di 70 anni di età per coprire le carenze di organico del SSR, ma solo qualora vi fosse un rischio immediato per l’erogazione dei servizi essenziali e soltanto quando fosse risultato insufficiente il ricorso a concorsi, procedure di mobilità (prevista dall’Assessorato l’assunzione di 1.400 unità entro la fine del 2020 con tali modalità), nonché il ricorso a personale esterno.

La FP CGIL Medici e Dirigenti SSN del Piemonte non può che esprimere il proprio disappunto e la propria contrarietà di fronte ad una decisione che ha, per molti versi, il sapore dell’improvvisazione di fronte ad una situazione di colpevole inasprimento al ribasso delle dotazioni organiche del personale medico.

Denunciamo inoltre come tale proposta abbia il sapore di una beffa per i molti giovani medici laureati, disoccupati o sottoccupati in quanto non specializzati, senza tener conto della difficoltà di reinserire in ambiti lavorativi ad alto impatto stressogeno, anche per persone più giovani, (ad esempio i PS/DEA che da tempo sono nell’occhio del ciclone per reperire personale medico ad essi dedicato in ambito piemontese) medici di 60/70 anni.

Riteniamo pertanto indifferibile l’accoglimento delle richieste che sono alla base delle nostre battaglie di questi ultimi mesi:

  1. un rapido rinnovo del CCNL (bloccato ormai da 10 anni) e l’incremento delle risorse economiche destinate alla retribuzione dei dirigenti medici per portarle semplicemente allo stesso livello percentuale di quelle destinate a tutte le altre categorie del pubblico impiego che hanno già rinnovato il loro contratto;

  2. il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica, per garantire una programmazione dei fabbisogni formativi tale da combattere il sempre più frequente e disperante fenomeno dei concorsi di assunzione che vanno deserti per mancanza di specialisti;

  3. la messa in campo di un piano di assunzioni coraggioso e di dimensioni adeguate in grado di far fronte anche al prossimo pensionamento di molti dirigenti medici che in questi anni di blocco del turn-over e di piani di rientro si sono fatti carico di mantenere aperti i Servizi e di garantire la sopravvivenza del SSN/SSR.