Manovra: Cgil, Cisl e Uil senza risposte su lavoro e crescita ci mobiliteremo

21 Dic 2018

Si sono tenuti a Roma, Napoli e Milano gli attivi unitari nazionali di Cgil, Cisl e Uil per discutere, sulla base della piattaforma unitaria varata lo scorso 22 ottobre, il percorso da intraprendere qualora le priorità del sindacato per la legge di bilancio 2019 non si tradurranno in modifiche alla manovra finanziaria.

“Se a gennaio non ci saranno risposte, reagiremo con la mobilitazione”, ha annunciato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a margine dell’attivo di Napoli, aggiungendo “pare che ci sia un’intesa con l’Europa, ma nessuno sa esattamente su quale manovra, quindi continuiamo ad essere critici rispetto ad una impostazione che non ha un progetto per il Paese, che non affronta il tema degli investimenti e della creazione di lavoro, che continua ad essere il nodo fondamentale dell’Italia e della sua prospettiva”. Gennaio, dunque, sarà “il mese delle risposte o della mobilitazione”, come hanno ribadito anche i segretari generali di Cisl e Uil, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo intervenendo agli attivi di Milano e Roma.

“Vorremmo capire concretamente – ha precisato Camusso – qual è l’intesa e quali sono i provvedimenti e, insieme a Cisl e Uil, diciamo che non c’è stato nessun livello significativo di confronto. Le promesse che ha fatto il presidente del consiglio nell’incontro di qualche giorno fa immaginiamo debbano verificarsi nel passaggio della manovra al Senato e poi negli approfondimenti che comunque noi rivendichiamo, perché la nostra piattaforma non si limita alla legge di bilancio, ma affronta esattamente il tema della qualità del Paese nei prossimi anni”.

Secondo la leader della Cgil “le prove muscolari senza contenuti, come si è dimostrato anche in questa occasione, non servono. La prospettiva dell’Europa, i legami dell’Europa sono una cosa importante. Noi – ricorda – abbiamo sempre detto che i Trattati, così come sono, non sono utili allo sviluppo e alle risposte sul lavoro, ma che per cambiarli bisogna costruire alleanze e risposte positive, altrimenti il rischio è di arrivare alla vigilia dell’approvazione della manovra senza sapere come è fatta”.

Su fisco, progressività fiscale e interventi contro l’evasione che per la dirigente sindacale sono “le modalità per costruire risorse significative, le risposte sono state l’opposto di quello che era necessario. Così come sugli investimenti, perché troppo spesso si parla solo delle grandi opere e non si parla invece del territorio, della costruzione delle risposte di risanamento del Paese, non si parla di come si possano convogliare anche gli investimenti privati rispetto alla necessità di risanare un Paese che è in perenne difficoltà. Il problema – conclude Camusso – è che queste cose non si improvvisano, ma sono il frutto dell’idea di dove si vuole portare il Paese, di quali sono gli interventi fondamentali”.

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