Embraco, Re David (Fiom): Bene l’intervento di Invitalia

2 Mar 2018

“Mi pare che rispetto alle ipotesi iniziali la prospettiva sia migliorata. Gli operai che avevano rifiutato la prospettiva di avere una retribuzione part-time, avranno lo stipendio pieno fino alla fine del 2018. Questo non significa che saremo disponibili ad approvare dopo questa scadenza i licenziamenti. Confidiamo che si possa trovare una soluzione e in questa direzione trovo positivo l’intervento del fondo pubblico per la delocalizzazione. Qualora il processo di re-industrializzazione non andasse a buon fine nel 2018, Invitalia se ne prenderà carico direttamente attraverso tale fondo per non disperdere il patrimonio industriale e di posti di lavoro per il nostro Paese. Lo sciopero dei metalmeccanici torinesi del 13 marzo prossimo è confermato sulla situazione di crisi nelle industrie della provincia di Torino.“
Così la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, intervenuta questa mattina a al Sermig di Torino, all’affollatissima assemblea generale dei metalmeccanici torinesi dal titolo “Per il lavoro, dalle crisi aziendali al rilancio di una politica industriale nel territorio”. L’iniziativa è stata organizzata in vista dello sciopero generale dei metalmeccanici della provincia di Torino che le Segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di organizzare il 13 marzo, partendo dalla vicenda della Embraco di Riva di Chieri ed estendendo la mobilitazione a tutti i lavoratori metalmeccanici della provincia. All’assemblea sono intervenuti i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Francesca Re David e Rocco Palombella, con le conclusioni del segretario generale Uil, Carmelo Barbagallo, a nome di Cgil Cisl Uil nazionali.
“Oggi – hanno dichiarato Lino La Mendola della segreteria Fiom di Torino e Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per la Fiom – è stato rimosso l’ostacolo principale che impediva di scrivere una nuova pagina della ex Aspera. Ora però le pagine bianche vanno scritte attraverso la re-industrializzazione con l’impegno di tutti gli attori: Whirlpool, governo e soggetti industriali. Ci potremo considerare pienamente soddisfatti solo quando tutti i lavoratori avranno trovato una giusta soluzione”.