Mercoledì 14 febbraio: Cgil, Spi Cgil, Fp Cgil e Auser Piemonte “La riforma del terzo settore”,

13 Feb 2018

MERCOLEDI’ 14 FEBBRAIO A TORINO IL CONVEGNO PER FARE IL PUNTO SULLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, CHE IN PIEMONTE INTERESSA OLTRE 35MILA ORGANIZZAZIONI NO PROFIT.

Mercoledì 14 febbraio presso la sala “Pia Lai” Cgil, via Pedrotti 5, a partire dalle ore 9.30 si terrà il convegno “La riforma del terzo settore”, organizzato da Cgil, Spi Cgil, Fp Cgil e Auser Piemonte.

Si tratta di fare il punto sulla riforma del non profit italiano, all’indomani dell’entrata in vigore, il 3 agosto scorso, del nuovo Codice unico (Dlgs 117/2017) che raduna le disposizioni fiscali per gli enti non lucrativi e riscrive le regole per le Onlus, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale.

Con quasi 800.000 dipendenti e 5,5 milioni di volontari, il terzo settore in Italia è sempre più in espansione: gli ultimi dati Istat dicono che nel 2015 i dipendenti sono aumentati del 15% rispetto al 2012 con un totale di 798 mila, i volontari del 16%, le cooperative sociali raccolgono più della metà dei dipendenti.

I numeri in Piemonte: le organizzazioni non profit sono 35.354, di queste 23.325 sono associazioni non riconosciute (senza autonomia patrimoniale), 7.347 associazioni riconosciute, 1.118 Enti di culto, 738 Fondazioni, 685 Cooperative sociali, 2.141 Comitati società di mutuo soccorso, istituzioni educative dell’infanzia.

La riforma è un cantiere ancora aperto, la sua attuazione completa  è affidata però ad altri passaggi non secondari: servono infatti 42 atti, fra provvedimenti dei ministeri e autorizzazioni dell’Unione europea, per tradurre in pratica le nuove disposizioni. Sono soggetti, ad esempio, al via libera della Ue il nuovo regime forfettario degli enti del terzo settore non commerciali, e la disciplina fiscale di favore per le imprese sociali.

La preoccupazione del sindacato riguarda il rischio che le logiche di mercato irrompano nei servizi del welfare, già duramente colpiti dai tagli alla spesa per la protezione sociale, con il rischio di una “deriva commerciale” impressa al Terzo Settore e in particolare sulla disciplina dell’impresa sociale.

Se, da un lato, la riforma sembra confermare il ruolo peculiare del settore no profit  (terzo, appunto, rispetto a Stato e a mercato), dall’altro c’è il pericolo che incoraggi  un arretramento delle responsabilità e delle funzioni pubbliche e, peggio ancora, un“esclusiva” delle imprese sociali nella produzione di servizi.

Ne discuteranno: Enzo Costa, presidente Auser nazionale; Gabriella Semeraro, segretaria Fp Cgil Piemonte; Raffaele Atti, segretario Spi Cgil nazionale; Maria Guidotti, dipartimento Welfare Cgil nazionale.

Le conclusioni saranno affidate a Pier Massimo Pozzi, segretario generale Cgil Piemonte.

Torino, 13 febbraio 2018

UFFICIO STAMPA