Previdenza: Cgil, Cisl e Uil hanno presentato una proposta unitaria sulla previdenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero del Lavoro e delle Politiche social

30Le proposte intendono superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l’attuale sistema previdenziale.
Cgil, Cisl e Uil chiedono il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il prossimo 2019, e che al contempo si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori.
Per sostenere le future pensioni dei giovani, i sindacati propongono l’utilizzo di uno strumento che, valorizzando la storia contributiva dei lavoratori, ne sostenga il futuro reddito previdenziale e, contemporaneamente, che si superino gli attuali criteri previsti nel sistema contributivo, una vera e propria penalizzazione per i lavoratori con redditi più bassi.
È necessario porre fine alle disparità di genere che ancora penalizzano le donne nel nostro Paese. Un intervento sul solo meccanismo dell’Ape sociale è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne.
È fondamentale il rilancio delle adesioni della previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico.
Occorre operare, finalmente, una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea.
Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato.
Cgil, Cisl e Uil chiedono, infine, il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni.

“Se il Governo con la legge di bilancio 2018 non prevedesse le risorse sufficienti a dare attuazione agli impegni sottoscritti dal precedente Esecutivo con il verbale sulle pensioni del 28 settembre 2016, si assumerebbe una grave responsabilità, su un argomento molto delicato e sentito da milioni di cittadini, di tutte le generazioni”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.
Il dirigente sindacale spiega che “il verbale dello scorso anno prevedeva l’intervento sulla flessibilità in uscita, sulla prospettiva previdenziale per i giovani, sul riconoscimento del lavoro di cura, sulla speranza di vita, sulla previdenza complementare e sulla rivalutazione delle pensioni in essere”. “Sino ad ora – sottolinea – il confronto non ha prodotto alcun risultato tangibile e ci auguriamo che nel prossimo incontro ci vengano fornite risposte adeguate, smentendo le indiscrezioni giornalistiche di queste ore”.
“Le proposte che il sindacato unitariamente ha formulato – conclude Ghiselli – rappresentano una risposta ad un’esigenza sociale profonda, e, oltre ad essere del tutto sostenibili finanziariamente, sono utili anche a sbloccare il mercato del lavoro creando nuove opportunità occupazionali per i giovani”.
Roma, 20 settembre

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