INPS Piemonte: Bilancio Sociale 2017 per 2016

Il Bilancio Sociale dell’INPS piemontese, riferito all’anno 2016, conferma un’immagine della Regione Piemonte che non riesce a ripartire, come l’intero Paese peraltro, pur in un contesto nel quale si colgono segnali positivi ed incoraggianti.
Ormai al decimo anno di una crisi profonda, il Paese fa grandissima fatica a ad avviare un percorso di crescita significativa e duratura ed il Piemonte, che pure appartiene ad un ambito territoriale tra i meno svantaggiati, continua a soffrire gli effetti della crisi in misura anche più ampia delle altre Regioni del Nord e del Nord-ovest del Paese.
Il Bilancio Sociale 2016, registra queste difficoltà su diversi fronti.
La popolazione residente è in diminuzione da diversi anni e le stime dei demografi fanno ritenere che il processo sia destinato a durare ancora a lungo. Allo stesso tempo, aumenta l’età media della popolazione residente e nel 2016, risultano essere pensionati 3 su 10 residenti nella Regione.
I fenomeni migratori, solo in parte rimediano agli effetti del calo della popolazione e ciò pone in pericolo la tenuta complessiva del sistema previdenziale che, essendo fondato sulla raccolta dei contributi, dipende di fatto dal lavoro.
A questo proposito, la crisi occupazionale in Piemonte non mostra segni di resa.
Uno strumento tradizionale come la Cassa Integrazione Guadagni è in nettissimo calo rispetto all’anno precedente e più ancora rispetto al 2014. Altri strumenti di sostegno del reddito mostrano un andamento più altalenante nell’ultimo triennio: le erogazioni per mobilità, dopo una crescita nel 2015, sono sensibilmente diminuite nel 2016, mentre disoccupazione, ASpI, Mini ASpI e NASpI, dopo un sensibile calo nel 2015 sono notevolmente aumentate nel 2016.
Venendo al mondo aziendale, ad una diminuzione delle aziende cessate nel 2016 rispetto al 2015 fa da contraltare un aumento delle aziende sospese e soprattutto la diminuzione delle nuove iscrizioni. La conferma di questo trend è data dalla diminuzione degli incassi per contributi di aziende, anche se aumenta la parte di incasso da versamenti correnti (fisiologia) e diminuisce quella da recupero crediti (patologia).
Allo stesso modo, sono in diminuzione anche il numero complessivo di artigiani e commercianti in Piemonte. Per costoro, tuttavia, si registra un aumento della contribuzione complessiva – presumibilmente dovuta ad un aumento dei redditi medi – anche in questo caso con aumento dei fenomeni fisiologici e diminuzione di quelli patologici.
Crescono anche gli incassi di contributi in agricoltura e molto sensibilmente quelli per la gestione separata; diminuisce, invece, la contribuzione per lavoro domestico.
La Vigilanza Ispettiva, nel corso del 2016, ha visto una netta riduzione delle somme accertate, in buona parte dovuta alle incertezze indotte dal processo che ha portato alla nascita del nuovo Ispettorato Nazionale del Lavoro ma legata certamente anche alla diminuzione del corpo ispettivo per pensionamenti.
Per quanto riguarda le pensioni, nel 2016 sono state liquidate meno pensioni rispetto al 2015 e l’importo medio delle pensioni liquidate nel solo 2016 è più basso che nel 2015. L’importo medio complessivo delle pensioni in essere, sia per la gestione privata che per quella pubblica, è comunque in leggero aumento.
In questo contesto di difficoltà generale del Paese e del Piemonte, l’INPS continua a svolgere il proprio ruolo in condizioni sempre meno agevoli e con delle economie gestionali che devono essere ricordate.
Dal 2014, le spese per immobili e servizi in Piemonte si sono ridotte del 27% circa pari a 6 milioni di euro di risparmi. Per non parlare, poi, del personale ormai ridotto a poco più di 1.400 unità in tutta la Regione, comprensive del personale ex INPDAP ed ex ENPALS, a fronte dei 1.800 dipendenti del solo INPS nel 2010.
Insomma, il quadro che emerge è quello di una Regione che come l’intero Paese attende ancora l’uscita dal tunnel.
Quest’anno, poi, il Bilancio Sociale INPS si arricchisce di un ulteriore documento, voluto dal Comitato Regionale e dalla Direzione Regionale INPS e dedicato alla condizione lavorativa dei giovani in Piemonte.
In una Italia nella quale l’occupazione giovanile registra ancora notevolissime differenze tra i vari ambiti territoriali, il Piemonte si colloca generalmente in una posizione più favorevole rispetto alla media nazionale sebbene evidenzi alcune sofferenze nei confronti con il Nord- ovest e più generalmente con le Regioni del Nord del Paese. Quando segnali positivi per l’occupazione giovanile si sono manifestati, insomma, hanno riguardato il Piemonte in misura superiore alla media italiana ma in misura leggermente inferiore – questo è l’elemento preoccupante – alla media del Nord e del Nord-ovest del Paese.
Restano da comprendere appieno i motivi di questa minore reattività piemontese rispetto al nord Italia, ma anche le prospettive future per i giovani di una Regione che, pur in un contesto di contrazione della popolazione complessiva, tende a veder crescere la quota di giovani residenti rispetto alla media italiana.
I dati e le statistiche che si espongono nei documenti presentati, vogliono solo farsi strumento per una riflessione che, in ogni caso, appare tanto più urgente quanto più profondi sono i segni che la crisi sta lasciando sul tessuto civile, sociale ed economico del nostro Piemonte.

– Presentazione BS
– Bilancio Sociale_2017x2016
– Focus condizione lavorativa giovanile

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