NESSUNA PROSPETTIVA PER OLTRE DUEMILA LAVORATRICI E LAVORATORI PRECARI DELLE PROVINCE E CITTÀ METROPOLITANE

DA ANNI IMPIEGATI A GARANTIRE SERVIZI PUBBLICI NESSUNA PROSPETTIVA PER OLTRE DUEMILA LAVORATRICI E LAVORATORI PRECARI DELLE PROVINCE E CITTÀ METROPOLITANE, INSIEME AL RISCHIO CONCRETO PER MIGLIAIA DI DIPENDENTI DEGLI ENTI LOCALI DI VEDERSI IL SALARIO DECURTATO. PER QUESTE RAGIONI IL DECRETO ENTI LOCALI VA MODIFICATO.  E’ LA RICHIESTA DEI SINDACATI PIEMONTESI DI CATEGORIA DEL PUBBLICO IMPIEGO CHE OGGI HANNO RIUNITO L’ATTIVO UNITARIO DEI DELEGATI.

Si è tenuto oggi, presso il salone Bruno Buozzi della sede Uil a Torino, alla presenza dei segretari piemontesi Gianni Esposito, Fabrizio Sala, Roberto Scassa, l’attivo unitario dei delegati sindacali e degli attivisti del comparto enti locali, organizzato dai sindacati di categoria FP CGIL – CISL FP – UIL FPL, per discutere e sollecitare i politici e le amministrazioni locali a sostenere le richieste sindacali e dei lavoratori affinché, in sede di conversione in legge del D.L. 113/2016 sugli Enti Locali,  siano apportate le necessarie modifiche al testo.

L’Attivo si è tenuto nell’ambito di una giornata di mobilitazione nazionale con assemblee nei luoghi di lavoro e momenti di confronto con i parlamentari per denunciare i rischi contenuti nel decreto enti locali che ieri ha ottenuto il via libera alla Camera e che adesso passa al Senato.

All’incontro odierno, al quale sono stati invitati i Parlamentari piemontesi, hanno partecipato i senatori Lucio Malan (Forza Italia), Magda Zenoni e Stefano Lepri (PD).

Per quanto riguarda il Piemonte, la situazione degli enti del comparto nella nostra regione è particolarmente delicata, in particolare per la carenza di personale che attanaglia gli enti da alcuni anni e che non permette di assicurare i servizi ai cittadini, oltre alle problematiche collegate al superamento del precariato e dell’utilizzo eccessivo di lavoro flessibile. Alle problematiche relative agli organici di personale nella nostra regione si aggiunge il problema dei fondi del salario accessorio, nella città metropolitana, ma anche nei comuni piccoli e grandi i fondi sono oggetto di riduzioni a seguito dei vincoli finanziari e di numerosi controlli della Corte dei Conti; in questo modo, al mancato riconoscimento del rinnovo contrattuale da oltre 6 anni, si somma la riduzione del salario in godimento.

A questa situazione si aggiunge senz’altro la situazione del personale delle province, che grazie all’importante iniziativa sindacale sono stati tutti occupati nelle altre amministrazioni pubbliche in particolare nell’ente regione, che non hanno ancora certezza per quanto riguarda il salario accessorio e la “giusta collocazione organizzativa e professionale”.

Per queste ragioni il sindacato vuole attivarsi da subito per incidere in questa fase nel percorso legislativo del Decreto Enti locali, per aggiungere le necessarie norme e a livello regionale per sensibilizzare la politica e le amministrazioni, al fine di avviare il confronto necessario alla soluzione delle diverse problematiche.

L’Attivo dei delegati ha approvato un ordine del giorno (di seguito).

Torino, 22 luglio 2016  UFFICIO STAMPA

Ordine del giorno approvato dall’attivo dei delegati 

Autonomie Locali di FP CGIL-CISL FP-UIL FPL Piemonte  

“No al dissesto finanziario di Città Metropolitana e Province piemontesi: a pagare sarebbero cittadini e lavoratori incolpevoli. Il Parlamento intervenga”

L’attivo dei delegati delle  Autonomie Locali di FP CGIL-CISL FP-UIL FPL Piemonte, riunitosi in data 22 luglio 2016,

constatato che negli ultimi giorni i vertici della Città Metropolitana di Torino e di molte Province piemontesi stanno prendendo atto che questi Enti si avviano verso una situazione di pre-dissesto finanziario;

dato che questa situazione, comune anche a Milano, Firenze e altre situazioni in vari luoghi d’Italia, discende essenzialmente dai prelievi forzosi insostenibili operati dal Governo Renzi con la Finanziaria 2015 che hanno inciso pesantemente sull’attuazione della riforma Del Rio e non è quindi causata dalla cattiva gestione degli Enti;

valutato che ciò rischia di vanificare la già travagliata riforma delle province “Del Rio” gettando nuovamente nel caos l’intero sistema delle Autonomie Locali;

1 – evidenzia che il decreto Enti Locali approvato alla Camera non prevede al momento le norme necessarie per evitare il dissesto finanziario di Province e Città metropolitane;

2 – evidenzia, al tempo stesso, come il decreto non contenga norme né per rimuovere le sanzioni sul salario accessorio dei dipendenti a seguito dello sforamento del Patto di Stabilità né per la proroga e stabilizzazione dei lavoratori precari che operano nei Centri per l’Impiego;

3 – rende noto ai parlamentari di tutte le forze politiche, ai Sindaci e alla cittadinanza che dissesto significa: impossibilità di garantire i servizi ai cittadini, quali nell’immediato il riscaldamento delle scuole superiori e lo sgombero neve delle strade provinciali nella prossima stagione invernale (quanti comuni rimarranno isolati?), e molti altri servizi anche meno visibili ma preziosi;

4 – rende noto che dissesto significa anche il rischio concreto di pesanti tagli allo stipendio dei lavoratori già provati da sette anni di mancato rinnovo del contratto e il blocco generalizzato delle assunzioni di personale indispensabile (es. cantonieri,…);

5 – esprime preoccupazione sulla riproposizione dei tagli lineari dell’occupazione e dello svuotamento dei servizi forniti dal sistema delle camere di commercio, sottolineando la necessità di agire tempestivamente per scongiurare tale scenario;

6 – CHIEDE CHE IL SENATO PONGA URGENTE RIMEDIO PER GARANTIRE I SERVIZI AI CITTADINI E POSTO DI LAVORO E SALARIO AI LAVORATORI;

7 – esprime solidarietà ai dipendenti della Città metropolitana di Firenze che stanno attuando l’occupazione della sala consiliare;

8 – indice una settimana di mobilitazione da attuarsi nella Città Metropolitana di Torino, nelle Province piemontesi, in Regione e negli altri enti territoriali e assicura pieno e fattivo sostegno alle iniziative correlate a tutela dei lavoratori;

9 – Chiede infine alle segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL di adoperarsi ai massimi livelli perché Governo e Parlamento tengano conto delle esigenze espresse .

Torino, 22 luglio 2016

 Approvato dall’attivo dei delegati Autonomie Locali di FP CGIL-CISL FP-UIL FPL Piemonte