“Tassa permessi di soggiorno sproporzionata”: Il Tar del Lazio dà ragione a Cgil e Inca

30 Mag 2016

 “Non ci sono più alibi. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, il TAR del Lazio ha cancellato ogni dubbio circa l’illegittimità del pesante balzello imposto agli stranieri in Italia, accogliendo tutte le richieste di Cgil e Inca e rigettando le obiezioni, a cui si sono aggrappati la presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri dell’Economia e degli Interni nell’estremo tentativo di difendere l’odiosa tassa imposta agli immigrati”. È questo il commento di Cgil nazionale e Inca alla sentenza del TAR del Lazio (n. 06095/2016), depositata oggi in segreteria, con la quale il Tribunale Amministrativo ha ordinato all’amministrazione l’immediata disapplicazione del provvedimento.

Il Giudice, basandosi sulle motivazioni dei ricorrenti, sulle norme europee e prendendo atto della Sentenza della Corte di Giustizia del 2 settembre scorso dichiara fondato il ricorso nella parte che lamenta “la radicale illegittimità’ dell’imposizione del contributo”. Richiama l’esigenza di disapplicare la normativa nazionale che ne impone il pagamento in contrasto con la normativa di fonte comunitaria e dispone l’annullamento del D.M. 6 ottobre 2011 limitatamente agli articoli che lo normano. Ordina infine che la sentenza sia eseguita dall’autorità’ amministrativa.

Il risultato di questa decisione e’ l’immediata operatività’ del dispositivo, che di fatto priva di qualsiasi supporto giuridico, anche pregresso, la legislazione che ha imposto la ingiusta tassa sugli stranieri siano essi titolari di permesso da lungo-soggiornati o di altro titolo di soggiorno.

“È una vittoria non soltanto del sindacato, ma di tutti i cittadini stranieri presenti in Italia che chiedono di poter affermare il loro diritto all’integrazione”, dichiarano in una nota congiunta Cgil e Inca. “Il TAR del Lazio ha definitivamente chiuso il lungo percorso da noi iniziato nel febbraio 2012 all’indomani dell’entrata in vigore della norma. Siamo stati i primi a contestare la misura che da subito abbiamo considerato ingiusta, discriminatoria e incompatibile con le direttive europee.
E oggi il Tribunale ci ha dato ragione su tutta la linea”.

“Il risultato di questa decisione è l’immediata operatività del dispositivo – aggiungono Cgil e Inca – che di fatto priva di qualsiasi supporto giuridico, anche pregresso, la legislazione che ha imposto l’odioso quanto esoso contributo agli stranieri, siano essi titolari di permesso da lungosoggiornante o di altro titolo di soggiorno”.
“Ora è indispensabile che il Governo e l’amministrazione pubblica si adeguino, senza perdere altro tempo – concludono Cgil e Inca – provvedendo a cancellare da subito la tassa sui permessi di soggiorno predisponendo la procedura per restituire la tassa ingiusta a quanti l’hanno già pagata”.
“Intanto, Cgil e Inca continueranno a raccogliere i ricorsi di tanti cittadini stranieri che chiedono la restituzione di quanto l’amministrazione pubblica ha indebitamente riscosso”.