La fondazione Don Gnocchi comunica la disdetta del ccnl. Domani presidi in tutta Italia. A Torino presidi davanti alle due strutture

21 Ott 2015

Da domani, mercoledì 21 ottobre, i lavoratori e le lavoratrici della Fondazione Don Gnocchi sono in stato di agitazione per protestare contro la decisione della Fondazione di disdettare il contratto nazionale di lavoro a partire dal 6 dicembre prossimo.
La vertenza è nazionale. Nei due centri di Torino (che conta 160 dipendenti) ci saranno i presidi dalle 10.30 alle 12.30 in via Peyron 42 Torino, presso Ausiliatrice e dalle 13.30 alle 15.30 presso il Centro Santa Maria ai Colli in Viale Settimio Severo 65.
FP CGIL – CISL FP – UIL FPL
PIEMONTE

COMUNICATO STAMPA

LA FONDAZIONE DON GNOCCHI COMUNICA LA DISDETTA DEL CCNL. DOMANI PRESIDI IN TUTTA ITALIA. A TORINO PRESIDI DAVANTI ALLE DUE STRUTTURE.

La Fondazione Don Gnocchi in data 6-10-2015 ha comunicato ai sindacati la disdetta del Ccnl a partire dal 6-12-2015. La Fondazione conta circa 3500 dipendenti e circa 60 strutture ospedaliere e centri ambulatoriali sul territorio nazionale.                 Il bilancio della fondazione parla di una perdita nel 2014 di 544mila euro, in netto calo rispetto ai 9,8 milioni dell’anno precedente. L’ esposizione debitoria risulta pari a 236 milioni a fronte di 275 milioni di fatturato.

La fondazione Don Gnocchi, in un’ottica rigidamente aziendalista, interviene per uscire dalla crisi solo e sempre sul costo del lavoro abbattendo i diritti dei dipendenti. Gia’ nel marzo del 2013 aveva dato disdetta del contratto collettivo, poi sospesa grazie ad un accordo che, dopo la consultazione dei lavoratori, i sindacati avevano sottoscritto. Tale accordo, di durata triennale, in scadenza a dicembre 2016, definiva all’ anno 80 ore di lavoro aggiuntivo senza retribuzione e 12 ore in meno di ferie.

A fronte del forte senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori, la Fondazione ringrazia disdettando il Ccnl, allo scopo di trovare altre forme contrattuali con meno diritti e retribuzioni più basse.

Nei due centri di Torino i lavoratori dipendenti sono circa 160. I lavoratori con l’accordo di crisi sino ad ora applicato, da gennaio 2014 hanno perso, in media, da 800 a circa 1.000 euro. Le retribuzioni dei lavoratori, tra l’altro, sono ferme ai livelli del 2009.