Campagna Flai Cgil Piemonte contro il caporalato in agricoltura

11 Set 2014

E’ stata presentata oggi, in una conferenza stampa, la campagna Flai Cgil Piemonte contro il caporalato in agricoltura. (vai al video)

La conferenza stampa si è tenuta davanti alla sede della Cgil, con il “camper dei diritti”, un punto mobile informativo itinerante, allestito dalla Flai Cgil piemontese, a supporto dei lavoratori impegnati nei vari campi durante i periodi di raccolta dei prodotti ortofrutticoli.

Erano presenti Alberto Tomasso, segretario generale Cgil Piemonte, Giancarlo Pelucchi della Flai-Cgil Piemonte e Lamine Sow, responsabile coordinamento immigrati Cgil Piemonte.

Si tratta di una campagna informativa e itinerante, che prevede tra l’altro la diffusione di migliaia di cartoline e locandine che denunciano il lavoro “nero” nel settore, con l’invito (stampato sulle cartoline) al Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, a sostenere e favorire la proposta del sindacato di una legge regionale contro il caporalato, per l’incontro regolato e pubblico tra domanda e offerta di lavoro agricolo.

Gli occupati nel settore agro-alimentare nella nostra regione – sia italiani che stranieri – sono oltre 70mila, di questi circa 20mila sono di origine straniera: 5.500 romeni, 2.300 albanesi, e poi marocchini, polacchi, indiani e bulgari. La provincia con il maggior numero di lavoratori stranieri occupati nel settore è in provincia di Cuneo, con quasi 11mila unità, poco più della metà del totale complessivo.

La criminalità organizzata e i comportamenti illegali diffusi condizionano pesantemente l’economia della filiera agroalimentare: dalla produzione agricola, alla gestione del mercato del lavoro, fino ai processi di trasformazione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli.

Questa situazione di illegalità è presente in tutto il territorio nazionale, e il Piemonte non è esente da questi fenomeni, soprattutto per quanto riguarda lo sfruttamento lavorativo attraverso il caporalato, con la gestione illegale del mercato del lavoro e la mancanza di tutele individuali e collettive.

Nel secondo rapporto Flai-Cgil su Agro-mafie e Caporalato del 2013, a cura dell’Osservatorio Placido Rizzotto, si sono rilevate gravi situazioni di sfruttamento nel saluzzese e nell’astigiano.

In particolare in quest’ultimo territorio, a Canelli, solo una settimana fa la Flai astigiana ha denunciato la situazione indecorosa dei lavoratori bulgari, impegnati nella vendemmia delle uve moscato, costretti a dormire in tende di fortuna, con due bagni chimici fuori uso e una sola doccia, senza acqua calda, per cento persone: uomini e donne che in media lavorano dieci ore al giorno, pagati 5 euro l’ora.

Sempre secondo l’Osservatorio Placido Rizzotto, a parte il mancato gettito contributivo allo Stato, i lavoratori impiegati dai caporali percepiscono un salario giornaliero inferiore del 50% di quello previsto dai contratti nazionali e provinciali di lavoro, cioè circa 25/30 euro per una giornata di lavoro che dura fino a 12 ore continuative.

A queste bisogna aggiungere le “tasse” da corrispondere ai caporali dovute al trasporto (circa 5 euro), all’acquisto di acqua (1,5 euro a bottiglia) di cibo (3,5 euro per un panino) e commissioni varie dovute all’impossibilità di accedere a beni di prima necessità, come il cibo e i medicinali.

Oltre a denunciare queste situazioni, per la Flai-Cgil il passo successivo è agire sul mercato del lavoro agricolo, cioè sulle modalità di incrocio di domanda e offerta di lavoro, dove l’intermediazione illecita la fa da padrone in troppi casi.

“Il Piemonte – come ha sottolineato il segretario generale piemontese Alberto Tomasso, “non è immune da situazioni di gravi irregolarità, sfruttamento e caporalato e vogliamo che la Giunta regionale prenda consapevolezza di questo e intervenga”. “Non vogliamo – ha proseguito – che alla fine si arrivi ad abituarsi a situazioni come, ad esempio, quella di Canelli, dove un centinaio di lavoratori bulgari impegnati nella vendemmia sono costretti a vivere in una tendopoli di fortuna”. Tomasso ha citato anche i casi degli stagionali sottopagati, “che invece di percepire i 50 euro previsti per 6 ore, che già non è molto ma sarebbe almeno regolare, ne pendono 30 per 10 ore”.

La proposta di legge regionale può intervenire efficacemente sul mercato del lavoro agricolo, affinchè possa essere gestito in modo pubblico e trasparente, attraverso una “Rete del lavoro in agricoltura”, luogo virtuale e reale, dove attraverso il coinvolgimento dell’Inps sarà possibile far incontrare in tempi brevi ed in modo efficace domanda e offerta.

Non può esserci una produzione di qualità senza la qualità del lavoro: questo è il senso della campagna della Flai, sintetizzata negli slogan del materiale prodotto.

LA QUALITA’ PAGA. I CONTRIBUTI.  LA QUALITA’ DELLA VITA. DI TUTTI.

Torino, settembre 2014

Le cartoline

Cartolina_def4

Flai-cartolina1

Flai-cartolina2